Quelli che “Basta mangiare un po’ meno di tutto”…

sordi spaghettiSe avessi un centesimo per ogni volta che ho sentito questa frase, probabilmente starei scrivendo questo blog dal mio attico nella Trump Tower sdraiata in vasca idromassaggio con vista su Central Park. Mettetevi nell’adorabile situazione: vi sedete a tavola con una fame che vi mangereste un cinghiale (e già che ci siete anche il tavolo e le sedie, del resto vorrai mica mangiare il cinghiale senza un contorno no?!). Mentre voi girate la vostra insalata semi scondita col tonno al naturale (o con le uova sode o con qualunque altra roba magra-magra leggera-leggera scondita-scondita vi venga in mente) tutti gli altri si stanno scofanando dei piatti di spaghetti che Alberto Sordi è un dilettante e ti senti dire in ordine sparso: Continua a leggere

Se persino l’oroscopo dice che devi metterti a dieta…

come va la dietaCerti giorni va cosi… ti alzi, ti senti gonfia come una mongolfiera, prenderesti lo specchio a martellate (ti trattieni solo per timore dei 7 anni di guai) e uccideresti la bilancia (non fosse che è già morta da tempo). Poi leggi fiduciosa l’oroscopo e ti ritrovi davanti queste parole: “Vi prenderete anche cura del vostro corpo, andrete dal dentista, dal dermatologo o dal ginecologo. Perderete qualche chilo in vista della primavera, avete bisogno di una buona dieta e di fare sport. Voto 8.5

Ok, è una persecuzione? Continua a leggere

Un paradiso pieno di Nutella è un posto migliore. #graziesignorFerrero

ferreroIeri ci sono stati i funerali di Michele  Ferrero e io ho pianto. No, non sono le lacrime di una persona attaccata alla Nutella come un naufrago al suo salvagente (anche se il mio attaccamento alla Nutella è leggendario). Sono invece le lacrime di una persona che con Michele Ferrero vede scomparire un pezzo della sua vita. In Ferrero mio padre ha lavorato per una vita (e mio nonno prima di lui, e mio zio, e i figli della sorella di mio nonno, e i genitori di quasi tutti i miei compagni di classe alle elementari e persino io, al primo anno di università). La Ferrero è stata il centro della mia infanzia che avrà per sempre il profumo dolciastro che ti colpiva le narici quando uscivi da scuola e allora sapevi che dove stava papà stavano cuocendo le brioche. Certo, se inventi la Nutella, l’Estathe e l’ovetto Kinder, sei certamente un genio…. Ma sei anche il capo di un’azienda come oggi non ce ne sono più, di quelle che quando vai in pensione dopo 35 anni di lavoro ti regalano l’orologio d’oro prodotto in serie limitata in una famosa gioielleria di Parigi, e vieni invitato ad Alba dove il signor Ferrero viene a stringerti la mano e a ringraziarti per il contributo che hai dato. Un’azienda che ogni anno a Natale organizza il circo per i figli dei dipendenti (con tanto di regalo per i bambini, la mia bambola più amata, la Camilla col passaporto, la trovai proprio in uno di quei pacchi), e poi la colonia estiva in Liguria perché all’epoca non è che gli operai andavano spesso in ferie e ai bambini l’aria di mare faceva bene (una delle notizie più belle della mia vita l’ho avuta proprio mentre scendevo dal pullman che mi riportava a casa “Mamma allora arriva un fratellino!!!”… Del resto mica sapevo che rompiscatole sarebbe stato mentre tutta emozionata correvo verso i miei genitori). E ancora: le borse di studio per i figli dei dipendenti più meritevoli che avrebbero coperto l’intero corso universitario, e gli appartamenti gratis in Liguria per una settimana all’anno per gli ex dipendenti in pensione, e le auto gratis per quelli ammalati che devono andare a fare la chemioterapia, e le corse podistiche ad Alba dove il 5% dei partecipanti corre, e tutti gli altri camminano, ridono, scherzano, bevono Estathe e poi si va al ristorante tutti insieme. E il club di pesca, con mille gite all’anno e anche se pescavi 4 pesci minuscoli magari poi vincevi lo stesso una medaglia e se non pescavi proprio niente chissenefrega che le donne hanno preso il sole, i bambini si son divertiti e poi si fa la mega grigliata e si va a spasso per il centro di Mantova. Potrei andare avanti ancora, ma credo di avervi dato l’idea. Ho pianto perché quest’uomo era come uno di famiglia e tutto quello che mamma e papà hanno potuto fare, comprare una casa, mandarci alle scuole private etc…, l’hanno fatto grazie a questa azienda. Continua a leggere

Cecità, ovvero dell’incapacità di vedere la propria bellezza

Uma-thurman_980x571In principio fu Renée. Lei, la mitica Bridget Jones, la regina della biancheria contenitiva e delle insicurezze femminili trasformate in arte, che ha convinto tutte le culone cellulitiche del mondo di poter avere uno Hugh Grant e un Colin Firth (anche in contemporanea), all’improvviso si presenta su un red carpet qualunque con la faccia di un’aringa finlandese. Il riferimento geografico non è casuale: a fronte dei commenti allucinati piovuti da tutto il mondo la sua risposta fu “Volevo essere una bellezza finlandese” (tesoro, sei texana…. non potevi essere meno esotica e scegliere di essere una bellezza californiana?!?! Che poi…. che cavolo c’è che non va nell’essere una bellezza texana?). Mi sono ripresa con fatica dallo choc, per poi precipitare in uno ancora maggiore: ieri sui giornali compariva la MUSA, la personificazione del genio di Quentin Tarantino, l’algida, slanciata, meravigliosa, bellissima Uma Thurman…. peccato che avesse la faccia di un’altra. Una faccia pure brutta, stiracchiata, con un occhio piccolo e uno grande. La domanda è sempre la stessa: MA PERCHÈ?!?! Continua a leggere

Triple hot chocolate, Starbucks e l’arte di resistere alle tentazioni

starbucks_coffee_by_c3darcoelln3r-d5xup2tUn bel giorno di gennaio abbiamo cambiato ufficio. Quello nuovo non è male, a 2 passi dalla stazione centrale di Basilea, cosa che purtroppo ti impone, nella passeggiata di 5 minuti dal tram alla tua scrivania,di passare davanti a un Burger King, un McDonald, un numero imprecisato di kebab, negozi di dolci, caramelle, brioche etc… In mezzo a questa bolgia spicca il mio angolo di paradiso mattutino, ormai tappa fissa indipendentemente dall’orario (cara macchinetta per timbrare, puoi schiattare! Io senza caffeina alla scrivania non mi ci avvicino neanche! Tiè!). Entro bella decisa e come dice Tom Hanks in “C’è posta per te” affermo me stessa da Starbucks ordinando un “Tall Americano take away extrashot”…. Cosa è andato storto stamattina? A guardare il risultato finale niente: per predere il mio americano sono entrata e col mio americano sono uscita (senza zucchero, eh….nel caso aveste dei dubbi). Pero’ mentre entravo uno dei camerieri stava uscendo con l’operazione di direct marketing del giorno: un vassoio pieno di tazzine riempite di triple hot chocolate (con montagnetta di panna ricoperta di cioccolata sopra). Siccome è la bevanda in promozione in questi giorni, all’interno era pieno di foto giganti, montagne di panna incombevano minacciose su di me. Ora: praticamente ogni giorno entro da Starbucks (a volte anche 2 volte al giorno) e ignoro senza nessuna fatica muffin extra-large, torte farcite, donuts tempestati di cioccolato… ma la triple hot chocolate no, dai…. è la mia bevanda preferita di Starbucks (insieme al frappuccino, e al pumpkin spice latte e… ok, forse non sono proprio selettiva…) e siccome sono a dieta non la bevo da almeno 3 anni luce…starbicks chocolate Continua a leggere

Vita felice di un’ex pesatrice seriale. A dieta (con successo) senza bilancia!

keep calm dietUn paio di settimane fa scrivevo su questo blog della dura lotta tra kg e centimetri. Come scegliere? Che fare? L’amletico dubbio si era sciolto con la mia decisione di buttare la bilancia dalla finestra, smettere di pesarmi, allenarmi e fare la dieta. Come tutti sanno tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e io, che certamente ero molto convinta di quello che scrivevo nel post “Kg contro centimetri: la dura scelta della pesatrice seriale” non ero in realtà cosi sicura di riuscire a staccarmi davvero dalla bilancia. Voglio dire: se per anni (e quando dico anni potrei tranquillamente dire lustri) sei abituata a pesarti 2 volte al giorno quando va bene (e anche 4 quando va male…. come dire, la definizione “pesatrice seriale” non è attribuita a caso vi pare?), possibile che sia cosi facile smettere? E invece, dopo anni da bilancia-dipendente, con mia grande sorpresa, non solo ci sono riuscita, ma ho scoperto che è stata una delle scelte piu’ intelligenti fatta in relazione al tema “voglio dimagrire”. Continua a leggere

“This girl can”: lo sport ci rende libere (e felici)

this-girl-can-1Non so cosa sia successo al mondo ma improvvisamente è tutto un proliferare di campagne e video e scatti rivolti al benessere che passa dall’accettazione di sè. Possiamo dirlo? ERA ORA!!!  “This girl can” è uno spot che sta andando in onda in Inghilterra e che è stato realizzato dopo che da un sondaggio è emerso che il 75% delle donne britanniche tra i 14 e i 40 anni vorrebbe essere piu’ attiva ma non fa sport perchè si sente insicura. Non insicura nel senso che teme di non riusicre a praticare bene lo sport, ma insicura nel senso di: “Oddio!!! Perchè questo bel completino della Nike che in vetrina mi piaceva tanto mi fa sembrare un insaccato fluorescente?!?!” o “No, non posso andare in palestra, hai presente le dimensioni del mio culo?!?! Prima ancora che io salga sul tapis roulant staran già ridendo tutti!!” (come se lo scopo del resto del mondo fosse guardare il nostro culo, ma tant’è… qualcuno ha mai pensato che la cellulite avesse pensieri razionali?), “No, seriamente dici che dovrei andare in piscina? Cioè mettere un costume da bagno?!?! Lo sai che vado in vacanza in montagna da 15 anni proprio per evitare la prova costume?!?!”.

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